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Non si può morire così...
Stefano Frapporti era un muratore di 48 anni. Il 21 luglio 2009 andava in giro in bicicletta quando è stato fermato da due carabinieri in borghese per un'infrazione stradale. Portato in carcere perché sospettato di spaccio non uscirà mai vivo dalla cella.

Questo blog nasce dalla volontà della famiglia di ottenere chiarezza su quel che è successo a Stefano e per chiedere che venga fatta giustizia.



ASSEMBLEA PUBBLICA TUTTI I MARTEDI' DALLE 20.00 ALLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE "STEFANO FRAPPORTI" IN VIA CAMPAGNOLE 22.

lunedì 29 marzo 2010

''Vogliamo giustizia''

A Repubblica Tv parlano Lucia Uva e Ilaria Cucchi, le sorelle dei due uomini morti in ospedale dopo essere stati fermati da carabinieri e polizia.

Cliccare qui per vedere il video

mercoledì 17 marzo 2010

Manifestazione

UN SENTITO GRAZIE AI POLITICI DELLA NOSTRA CITTA’

Grazie, per esservi interessati a una tragedia che ha colpito un nostro concittadino;


grazie, per esservi esposti con il coraggio che vi contraddistingue al fianco dei familiari che chiedevano luce su quanto è accaduto;


grazie, per aver avuto il coraggio di parlare anche a rischio di perdere voti;


grazie, per averci dimostrato di non vivere in uno stato di polizia e che l’operato delle forze dell’ordine può essere messo in discussione;


grazie, per non esservi trincerati dietro l’autonomia della magistratura solo perché, visto il caso che “scotta”, vi faceva comodo;


…non essendo venuti a mendicare nulla, per lo meno non ci potete multare, né allontanare…




NOI NON ARCHIVIAMO NEMMENO IL VOSTRO SILENZIO.







Assemblea dei parenti, amici e solidali di Stefano Frapporti.



FIP VIA VERDI 10/3/10

giovedì 11 marzo 2010

VERGOGNA !

IL TRIBUNALE ARCHIVIA IL CASO FRAPPORTI
NOI NO

Lo stesso magistrato (De Angelis) che aveva convalidato l’arresto di Stefano Frapporti ha condotto l’indagine sulla sua morte, richiedendo poi l’archiviazione del caso. Un altro giudice di Rovereto (Dies) – cioè un collega del primo, con cui probabilmente pranza assieme tutti i giorni – ha accolto la richiesta di archiviazione. Insomma, l’ennesima autoassoluzione di Stato.

Le mille contraddizioni dei verbali di arresto, le omissioni, l’incredibile tesi secondo cui Stefano si sarebbe suicidato anche se non fosse stato arrestato (per via delle impercettibili tracce di cannabis trovate nel suo sangue – forse per uno spinello fumato una settimana prima –, considerate dall’esperto tossicologo causa del suo “tracollo emotivo”...) non sono sembrate strane al giudice Dies.
Altri giudici, d’altronde, non trovano strano che venga dichiarata “naturale” la morte di un detenuto col corpo completamente tumefatto (vedi il caso di Stefano Cucchi). Si può nascondere anche la verità più evidente.

Se costoro pensano di chiudere la morte di Stefano in un armadio del tribunale, si sbagliano.
Centinaia di persone qui a Rovereto e non solo sanno che la versione ufficiale fa acqua da tutte le parti.
Noi non archiviamo.
Per Stefano.
Per tutti.
Per mio fratello, per tuo figlio.
Perché così non si muoia mai più.

Non si può morire così
assemblea parenti, solidali e amici di Stefano
nonsipuomorirecosi@gmail.com
frapportistefano.blogspot.com

SABATO 20 MARZO, ore 16,00
PIAZZA LORETO, ROVERETO
MANIFESTAZIONE

(volantino distribuito a Rovereto durante le iniziative dell’ultimo periodo: blocchi del traffico a singhiozzo del 3 e del 4 marzo, mercatino del 6 marzo)

martedì 2 marzo 2010

Rappresentazione teatrale - Marghera - VE


Domenica 7 marzo 2010 ore 20.30
Auditorium "Monteverdi"

piazzale Giovannazzi-angolo via Ulloa
MARGHERA - VE -